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L'Immacolata e Palermo

Nel 1624 la città di Palermo venne colpita da un terribile male: la peste. Secondo la leggenda, questa era stata introdotta a mezzo di alcune casse contenenti suppellettili di provenienza orientale, sbarcate nel porto di Palermo clandestinamente. La popolazione fu decimata, in quanto a quell’epoca si era impreparati a combattere tale morbo che trovava terreno fertile nella inadeguatezza delle condizioni igieniche. In tale situazione di umana impotenza, non rimaneva che “remediare con ogni efficacia al male presente, non solo con le diligenze temporali e humane, ma ancora con le spirituali e divine”. Memorabile, a tal proposito, l’atto del Cardinale Doria che emise nella Cattedrale palermitana, il voto di venerare e difendere l’Immacolata Concezione di Maria, dopo che il 27 luglio 1624 “il pretore di Palermo, D. Vincenzo Del Bosco, principe di Cattolica, propose in un consiglio civico di “promettere di honorare la sua (di Maria Vergine) Immaculata Conceptione con fare la festa nel suo giorno a sue spese nella Chiesa di Santo Francesco d’Assisi di questa città con intervenire il Senato presentialmente alla festa con tucti li soi officiali”. Il 15 agosto, pertanto, il suddetto Arcivescovo “fece voto, promise e giurò di confessare e credere che per i meriti del Figlio di Maria, Ella fu prevista e preservata fin dall’etrnità senza peccato originale, e perciò giurò di procurare con l’aiuto di Dio di tenere fino all’ultimo spirito di vita questa sentenza della sua originale preservazione e di insegnarla. Inoltre con lo stesso giuramento prometteva di digiunare la vigilia dell’Immacolata”.
La peste malgrado tutto, continuava a mietere vittime in tutta l’isola e il 16 novembre 1624 il pretore Placido Branciforte, prncipe di Leonforte, unitamente al senato, nominò l’Immacolata Concezione principale e primaria patrona e protettrice della città di Palermo e rinnovò l’impegno precedentemente fatto di commemorare a sue spese la solennità dell’Immacolata che si celebra in San Francesco e di digiunare la vigilia. Due giorni dopo il senato autorizzò il prelievo di 100 onze e in tal modo, l’8 dicembre, potè celebrarsi la festa così descritta da un contemporaneo: “...per il voto fatto per la città fu la sua vigilia da tutti osservato il precetto del digiuno, sabato a detto per tutta la città si fecero fuochi e luminarie, e tutti fortilizzi spararono le arteglierie e si solenizzò la festa per la città dell’Immacolata Concettione nel detto convento di San Francesco, la cui chiesa fu incredibile apparato adornata alla reale, con i più ricchi drappi d’oro e di seta e recamo si poterono ritrovare et anco con spinapurci (rusco) che ogn’uno restò ammirato e fu tale che venne ad essere apparagonato da molti signori messinesi con quelli apparati sogliono farsi in quella città. Li primi vespri solenni con sei cori di musica, a 8 detto ad hore 17 calò la processione ordinata dall’Ill.mo Cardinale quale fu solenne e di gran divotione; uscì dalla maggiore chiesa et andò in detta chiesa di S. Francesco, dove la detta festa si solenizzò: primo andava la Compagnia della Concettione e da duecento cittadini onorati con torci, seguitando tutti li Conventi con lumi in mano con grandissima devotione, cominciò dopo a seguitare il Collegio dei Canonici di S. Giacomo La Mazzara, dopo, tutto il clero, quale fu tale che tutta la strata del Cassaro era piena d’alto e basso, del clero, dico, che dalla maggiore chiesa insino alla strata si và a S. Francesco altro non paria che la candidezza delle cotte delli preti: vi intervennero quaranta Dottori de jure Canonico co’ loro tocchi nigri in collo, dopo seguitarono li vivanderi e Canonici della detta mggiore Chiesa, seguia tutta la nobiltà senza restarne nessuno anco con torci; seguia dopo l’immagine della Beatissima Vergine di argento massizzo portata da Padri di S. Francesco e con l’intorci allato delli tertiarij con musica e baldacchino bianco portato da sei nobili revisori delle Piazze...”
Tali festeggiamenti permisero un’espansione capillare della devozione all’Immacolata, tanto che dopo quasi venti anni dal voto emesso dal Cardinale Doria, D. Giovanni Alfonso Henriquez de Caprera, Almirante di Castiglia, il 23 febbraio 1643 proclamava l’Immacolata Concezione principale patrona di tutto il Regno di Sicilia e ordinava a tutti i comuni dell’Isola di celebrare la festa l’8 dicembre.
(tratto da “Sotto l’ombra, la venerabile confraternita del Porto e Riporto
di Maria SS.ma Immacolata nel 275° anno di fondazione” di Fabio Puleo)
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